HumusX — rigenerazione del suolo

Chi siamo

Siamo partiti da mezzo metro quadro di lombrichi

HumusX nasce da un'emergenza familiare, dal ricordo di un nonno contadino e da un corso di lombricoltura rimasto in un cassetto. Questa è la storia per intero.

Il posto sbagliato

Fino a qualche anno fa gestivo un salone da parrucchiere per donne. Un mondo di specchi, estetica e chiacchiere, in cui però sentivo di essere la persona giusta nel posto sbagliato.

Il tunnel

Poi la salute di mio figlio è crollata. Abbiamo girato l'Italia da un medico all'altro, raccogliendo ricette, risposte vaghe e una gran quantità di impotenza. Chi è genitore sa che non esiste dolore più grande del vedere il proprio figlio dentro un tunnel senza sapere come tirarlo fuori.

La svolta è arrivata da una naturopata che ha guardato dove nessun altro stava guardando: il microbiota intestinale. La strada che ci ha indicato passava soprattutto dal cibo — più frutta e verdura, ma vere: dense, vive, non gonfie d'acqua. Nel giro di otto mesi mio figlio è uscito da quel tunnel.

È la nostra esperienza personale, non un consiglio medico né una promessa di risultati per nessun altro.

Il nonno, e una domanda

Da lì è nata una convinzione precisa: se la qualità di ciò che mangiavamo pesava così tanto, non potevamo continuare a dipendere dalla grande distribuzione e da produttori che spingono tutto con la chimica. Dovevamo produrcelo da soli, sul nostro pezzo di terra.

E mi tornava in mente mio nonno. Lo rivedevo raccogliere quaranta, cinquanta chili di fagiolini al giorno, tirare fuori pomodori da salsa straordinari senza irrigazione artificiale, senza chimica, senza spruzzare veleni. Com'era possibile?

Un pomeriggio in piscina

La risposta è arrivata da dove non me l'aspettavo, e soprattutto non è arrivata a me da solo.

Un pomeriggio ero a casa, in piscina, con mio cugino e socio Francesco. A un certo punto attacca a parlarmi di compost. Io annuisco: compost, sì, certo. Ma andando avanti nel discorso saltano fuori i lombrichi — e lì mi sono fermato, perché non sapevo nemmeno che c'entrassero qualcosa.

Francesco stava parlando di vermicompost. Semplicemente lo chiamava compost. Gli ho chiesto di spiegarmi meglio di cosa si trattasse, e da quella domanda sono usciti gli appunti di un corso online di lombricoltura che aveva seguito durante la pandemia e poi lasciato in un cassetto.

Li ho letti tutti. Poi ho iniziato a scavare.

Senza quella conversazione — e senza Francesco — con ogni probabilità sarei ancora all'oscuro del vermicompostaggio.

Le notti sui libri

Da lì ho iniziato a studiare di notte, nei ritagli di tempo. E leggendo i testi scientifici sul suolo è arrivata la folgorazione: mi trovavo esattamente nella stessa situazione di qualche mese prima con mio figlio. Per far stare bene le piante bisognava curarne il microbiota. Bisognava rimettere vita nella terra.

Cercando risposte, però, ho trovato un muro. Nella pratica agronomica prevalente il suolo è trattato come un contenitore inerte, da riempire di concimi di sintesi. E sui lombrichi — fra i più grandi costruttori di fertilità del pianeta — il materiale era sorprendentemente scarso. Charles Darwin dedicò loro il suo ultimo libro, pubblicato pochi mesi prima di morire. Poi, per quasi un secolo, se n'è parlato pochissimo.

Mezzo metro quadro

Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo comprato il nostro primo mezzo metro quadro di lombrichi.

Da quel momento è stato un lavoro in due. Francesco ha preso in mano le lettiere: la gestione quotidiana dei lombrichi, l'umidità, i tempi di maturazione, tutto ciò che determina la qualità dell'humus solido. Io mi sono concentrato sul metodo, sulle prove e sulla parte liquida. Ci siamo sporcati le mani e abbiamo osservato la natura, stagione dopo stagione.

Oggi

Quattro anni dopo, quel mezzo metro quadro è diventato HumusX. Abbiamo messo a punto un ciclo produttivo ad alto valore microbiotico e imparato a produrre e riprodurre un inoculo di vita, solido e liquido, capace di riattivare terreni compattati e restituirli morbidi, fertili e vivi.

Dal solido al liquido

Perché abbiamo sviluppato l'estratto

L'humus solido resta la base di tutto: è lì che la vita microbica si forma e matura. Ma ha un limite pratico. Per coprire superfici ampie servono quantità importanti, con i costi e la fatica di movimentare e distribuire tonnellate di materiale.

L'estratto liquido nasce per portare la stessa vita microbica dove il solido non arriva: dentro un impianto di fertirrigazione, sulle foglie, in una serra idroponica, su ettari interi con le attrezzature che l'azienda agricola ha già. Concentra la parte viva e la rende distribuibile.

Come ragioniamo

Tre principi di lavoro

Principio

Rigenerare, non solo produrre

Un raccolto ottenuto impoverendo il terreno è un prestito, non un guadagno. Lavoriamo perché ogni stagione lasci il suolo in condizioni migliori della precedente.

Principio

Misurare prima di affermare

Ogni beneficio che dichiariamo deve corrispondere a un dato rilevato. Se una prova non funziona, lo diciamo.

Principio

Spiegare il processo

Chi compra il nostro estratto ha diritto di sapere da cosa è fatto, come è stato prodotto e cosa contiene. Nessuna formula segreta.

Il team

Le persone

Siamo due cugini. Vale la pena mettere qui le vostre facce: in questo mestiere la fiducia passa dalle persone.

Amministratore unico

Donato Maggi

Sviluppatore del metodo HumusX. Si occupa della ricerca, delle prove di campo e della produzione dell'estratto liquido.

Socio e responsabile tecnico

Francesco Maggi

Responsabile dell'humus solido. Gestisce le lettiere e il ciclo di vermicompostaggio, dalla materia in ingresso all'humus maturo. È da una sua intuizione che è partito tutto.

Dove vogliamo arrivare

Unire i custodi della terra

L'obiettivo è una linea completa di prodotti per la rigenerazione del suolo e la protezione delle piante: un'agricoltura naturale che sia anche redditizia.

Accanto ai prodotti c'è la divulgazione, che per noi conta altrettanto. Vogliamo mettere in contatto chi custodisce la terra — da chi ha ereditato un ettaro a chi manda avanti una piccola azienda agricola — e aiutarlo a coltivare in modo sano e naturale, aumentando i margini.

Perché su questo siamo diretti: se il lavoro non produce reddito, la ruota si ferma. E noi vogliamo che il vostro lavoro valga oro.

Venite a vedere

L'impianto si visita su appuntamento, nella Masseria Cacciagualani a Crispiano. È il modo più rapido per capire cosa facciamo.